Le erbe nella storia

L’uso di erbe curative risale ai principi della storia dell’uomo. Uomini e animali utilizzavano le erbe per allievare e curare malanni e malattie. 

I primi trattati medici risalgono agli Egizi. Il papiro di Edwin Smith (1600 a.C.) ed il Papiro Ebers (1500 a.C.) sono i testi di medicina più antichi giunti fino ai giorni nostri, almeno tra quelli con un approccio “moderno” e prettamente scientifico alla malattia ed alla cura del paziente.

Papiro di Georg Ebers nella disponibilità di della Biblioteca medica nazionale degli Stati Uniti presso il National Institutes of Health. Il papiro racconta il caso di un tumore. Fonte: Commons.Wikimedia

La cultura occidentale, tuttavia, accosta l’arte medica a origini greco-romane. Ippocrate di Coo (460 a.C. circa – 377 a.C.) viene considerato dai più il padre della medicina. Ippocrate e i suoi allievi individuarono il rimedio vegetale ed il conseguente trattamento di svariate malattie.

Ippocrate, insisteva sull’esigenza che il medico dovesse condurre una vita riservata, senza speculare sulle malattie dei pazienti. In tal senso, il testo più celebre è il “giuramento” (ancor oggi in uso), in cui vengono enumerati i princìpi fondamentali che deve seguire chi esercita la professione medica.

Molto importante fu l’opera di Galeno (129 – 201). Inventò, i “preparati galenici” cioè soluzioni in alcool, acqua o aceto nei quali si concentravano i principi curativi delle piante. Dal suo nome deriva la galenica, l’arte della preparazione dei farmaci. 

Temi di galenica tradizionale e professioni coinvolte. Fonte: Wikipedia

Alla caduta dell’impero romano d’Occidente (476) la circolazione di idee e trattati medici si interruppe. I custodi del sapere medico divennero i monaci benedettini. Gli ordini monastici non solo si occuparono della conservazione della cultura greca e latina ma diedero anche forte impulso allo sviluppo della scienza botanica. Uno spazio all’interno del monastero fu così riservato alla coltivazione delle erbe officinali; base per la preparazione di unguenti, decotti, infusi. L’influsso della medicina araba permise di perfezionare il metodo della distillazione quindi lo sviluppo di nuove e moderne tecniche farmaceutiche. 

Anticamente l’erbario era un libro che descriveva l’aspetto e le proprietà medicinali delle piante usate in medicina. Il primo erbario conosciuto è quello di Dioscoride di Anazarbo, un medico della Cilicia che nel I secolo d.C. arrivò a Roma e scrisse la sua principale opera, la “De materia medica”.

Sarà la Scuola Medica Salernitana (IX secolo) ha divenire la prima e più importante istituzione medica d’Europa nel Medioevo. Proprio a Salerno ebbe origine il primo orto botanico, propriamente detto, del mondo occidentale grazie all’opera di Matteo Silvatico, insigne medico della Scuola medica salernitana tra il XIII secolo ed il XIV secolo. Un rinnovato interesse per l’osservazione naturalistica e per la classificazione delle piante diede origine all’Orto Vaticano di Roma (1447) e all’Orto Echtiano di Colonia (1490). Dal Cinquecento la classificazione delle piante divenne sistematica. All’interno delle università era prassi la formazione di orti botanici. Nacquero così l’Orto botanico di Pisa, nel 1544; l’Orto botanico di Padova nel giugno del 1545, quello di Firenze nel dicembre 1545 e quello di Bologna nel 1567.

Antica mappa del Giardino dei semplici di Firenze. Fonte: Commons.Wikimedia

L’Alchimia sarà, infine, pioniera della moderna chimica farmaceutica.

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