Il bosco che parla

Per chi sa ascoltare, il Bosco è un luogo ricco di suoni e vibrazioni. Il fruscio delle foglie mosse dal vento, le voci degli animali che si spostano nel sottobosco, i versi degli uccelli, il ronzio degli insetti, il ritmo incessante dello scorrere dell’acqua. 

Per alcuni, tutto quanto pocanzi descritto è persino una cura, almeno così la pensano in Giappone dove dagli anni Ottanta, in moltissimi, praticano lo Shinrin-yoku, più o meno correttamente tradotto in “bagno nella foresta”. Respirare profondamente nel bosco porterebbe a numerosi benefici, tra i quali: concentrazioni inferiori di cortisolo, diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, diminuzione dello stress.

Per i nostri “vecchi”, specie in Carnia, il bosco ha invece rappresentato una delle principali fonti di ricchezza, sulla quale si incardinava la vita materiale. Il legno serviva per costruire le abitazioni, per fabbricare strumenti e attrezzi di lavoro, ma soprattutto era la principale fonte di energia.
Nel bosco si passava molto tempo e di questo “mondo” si conosceva tutto: i pericoli, ma anche le incredibili ricchezze di flora e fauna. Fu inevitabile trovare nel bosco anche fonte di ispirazione. In molti, cominciarono a parlare di perniciosi folletti, inafferrabili e burloni; questi, ancora oggi sono chiamati Sbilf. 

Si narra che vivano mimetizzati nel sottobosco, ma anche presso stalle e fienili. Si manifestano sono ad alcuni, pertanto cercali non è cosa affatto facile. Hanno un carattere fortemente mutevole ed agiscono con la stessa incoscienza che hanno i bambini. Eternamente fanciulli, sono amanti dei giochi, della danza e della musica .. e non disdegnano le burle agli animali e a noi poveri umani. 

Sono innumerevoli le leggende che trattano di questi strani folletti dei boschi, spesso accompagnate da racconti che vedono protagoniste, le Aganis, spiriti dei corsi d’acqua. 

Rappresentate in differenti modi, ma sempre con sembianze femminili. Certe volte giovani ed attraenti altre volte ben più anziane ma ugualmente “vispe”.

Si potrebbero scorgere nelle notti di luna piena, quando danzano avvolte da abiti bianchi che poi lasciavano asciugare al chiaro di luna. Sovente avrebbero aiutato uomini e pescatori, così come avrebbero insegnato alle donne la lavorazione della lana ed agli uomini la trasformazione del latte in formaggio. Come lo scorrere dell’acqua, talune volte sarebbero dolcissime, altre però estremamente perfide.

Il bosco, è indubbiamente un luogo magico.

Lev Tolstoj diceva che la “felicità è trovarsi con la Natura, vederla, parlarle”. 

Lo pensiamo anche noi.

 

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Nel cuore della Carnia stà nascendo il primo parco notturno d’Italia. Un sentiero che snodandosi nella foresta combina le bellezze di madre natura con uno spettacolo di luci, suoni e sorprese.

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