Sbilf e Aganis

Il bosco che parla

  • Posted by: Daniele
  • Category: Storie

In Carnia, non sono solo abitati i boschi ma anche le acque cristalline

Sbilf

Anche il nostro bosco, come buona parte delle foreste della Carnia, sembrerebbe  abitato da esseri di piccole dimensioni, intelligenti, inafferrabili e spesso anche burloni. Dai più vengono chiamati sbilf.

Solitamente, vivono mimetizzati nel sottobosco. Il loro rifugio prediletto sono le cavità degli alberi, anche se non è difficile scorgerli vicino a stalle e fienili. Si narra, siano invisibili e che si manifestino solamente ai bambini e ai buoni di cuore.

In genere non sono cattivi. Tuttavia hanno un carattere fortemente mutevole e spesso agiscono secondo la tipica incoscienza dei bambini. Eternamente fanciulli sono amanti dei giochi, della danza e della musica. Non disdegnano neanche gli scherzi a noi poveri umani, tanto che nel tempo, gli anziani hanno imparato a riconoscerli. C’è così il Licj intento ad annodare corde e fili che trova nelle abitazioni o il Brau che ama scucire vestiti e tende. Il Bagan, che vive in prossimità delle stalle ed è spesso intento a rovesciare i secchi colmi di latte e nascondere gli attrezzi di lavoro. Il Maçarot è tra i più abili nel fare dispetti; si narra che sia spesso accompagnato da sua moglie, Ridùsela, anch’essa intenta a combinare bricconerie. Il Massaroul, invece, pur indossando una calzamaglia rossa, non sopporta questo colore e se ne lamenta con tutti. Ve ne sono molti altri, ma le cui gesta magari racconteremo in un altra occasione.

Si tramanda che gli sbilf fossero anche intendi a proteggere grandi tesori. Si parla di castelli interrati custodi di incredibili ricchezze che ad oggi non sono ancora stati trovati. Chissà, magari tu sarai più fortunato.

Aganis

Nei corsi d’acqua più puri e cristallini abiterebbero le Aganis, “spiriti” dei corsi d’acqua (fonti, fiumi, torrenti, ruscelli). Sono rappresentate in differenti modi, tuttavia le sembianze sono sempre femminili. In talune occasioni sono giovani ed attraenti fanciulle, in altre anziane donne ma sempre assai “vispe”.

In Carnia si rintracciano un pò dappertutto. In alcuni paesi si dà per certa la loro esistenza.

Si tramanda che sia possibile scorgerle nelle notti di luna piena, quando si riuniscono danzando avvolte da abiti bianchi; vesti che poi lasciavano asciugare al chiaro di luna. Sovente avrebbero aiutato uomini e pescatori, così come avrebbero insegnato alle donne la lavorazione della lana ed agli uomini la trasformazione del latte in formaggio.

A loro viene anche attribuito il potere di far sognare i bambini.

Come lo scorrere dell’acqua, in talune circostanze sarebbero dolcissime, in altre estremamente perfide. Se offese porterebbero sfortuna per tutta la vita! Fate dunque attenzione …

Vieni a trovarci. Cercheremo insieme il bosco che parla.